
Un piatto che unisce due anime della Puglia: l’entroterra contadino e il mare generoso. I cavatelli con ceci e cozze sono l’incontro perfetto tra semplicità e intensità, tra tradizione povera e ricchezza di sapore.
Il gusto delicato dei ceci incontra la forza salmastra delle cozze, e il tutto si lega con olio buono, aglio e prezzemolo fresco. Un primo piatto che racconta l’equilibrio della nostra cucina, fatta di pochi ingredienti e tanto cuore.
Cavatelli con Ceci e Cozze, la ricetta
Ingredienti:
•350 g di cavatelli freschi
•300 g di ceci lessati
•500 g di cozze
•2 spicchi d’aglio
•Prezzemolo fresco q.b.
•1 bicchiere di vino bianco
•Olio extravergine d’oliva q.b.
•Sale e pepe q.b.
Procedimento:
Se si usano ceci secchi, è importante metterli a bagno la sera prima e cuocerli il giorno dopo in acqua con uno spicchio d’aglio e una foglia d’alloro. Se si usano ceci precotti, vanno semplicemente scolati e sciacquati.
Le cozze vanno pulite con cura e fatte aprire in una padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Quando sono aperte, si tolgono i gusci (lasciandone qualcuna intera per la decorazione) e si filtra il liquido di cottura.
In una padella capiente si fa rosolare uno spicchio d’aglio in olio extravergine, si aggiungono i ceci e un po’ della loro acqua di cottura, poi si unisce l’acqua delle cozze filtrata. Dopo qualche minuto, si aggiungono le cozze sgusciate.
Intanto si cuociono i cavatelli in acqua salata, poi si scolano al dente e si saltano direttamente nella padella con i ceci e le cozze. Si spolvera con prezzemolo fresco tritato e si serve caldo, con un filo d’olio crudo e qualche cozza con il guscio come guarnizione.
Il Racconto della Domenica dei Cavatelli con Ceci e Cozze
C’era una volta un pranzo che sapeva di sabbia, vento e terra. Era quello che si faceva quando si tornava dalla pescheria, con il sacchetto delle cozze ancora umido, e si affiancavano ai ceci rimasti a bagno dalla sera prima.
Il profumo che usciva dalla pentola era unico: l’aglio dorato, l’acqua delle cozze, il brodo dei legumi. I cavatelli, fatti a mano con il pollice, prendevano tutto quel sapore e lo restituivano in ogni boccone. Era un piatto semplice, ma ogni volta sembrava una festa.